Blog sulla lingua giapponese ed il Giappone e peggio ancora
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Treni in Giappone e treni in Italia
Un breve tratto in treno in Italia è un trauma dopo che hai provato le ferrovie giapponesi (ma anche prima)
Non tutti hanno avuto la fortuna di farsi un bel viaggio in Giappone e vedere come sono estremamente funzionali e puntuali i servizi ferroviari, le stazioni e i treni. In Giappone innnanzi tutto i treni viaggiano quasi sempre puntualissimi, sono assai frequenti nei grossi centri urbani e molto puliti.
Non c'è controllore a bordo, il sistema di controllo del biglietto è automatizzato. Per prima cosa si guarda un grande cartellone che raffigura la rete ferroviaria con tutte le destinazioni, questo riporta anche i prezzi normali e ridotti. Poi si compra il biglietto alle macchinette automatiche, tutte funzionanti e se non funzionano hanno un pulsante e un interfono per chiamare o dialogare con un addetto. Restituiscono sempre il resto e lo danno giusto, emettono un biglietto in pochissimi secondi, perché se si conosce il prezzo del biglietto dopo aver visto il cartellone, basta mettere soldi sufficienti a coprire l'importo del viaggio e poi si preme sulla cifra corrispondente alla propria destinazione. Le macchinette inoltre forniscono rapidamente anche abbonamenti, carnet di biglietti, tessere sconto di vario genere anche nominali in pochissimi secondi. Inoltre gli abbonamenti si possono fare da internet, da casa si possono inserire i porpri dati, indirizzo stazioni di partenza e arrivo, poi basta andare ad una qualsiasi macchinetta, digitare un numero di prenotazione e ritirare la tessera di abbonamento. Il rinnovo non richiederà altro che inserire la vecchia tessera e i soldi per il mese successivo e in un attimo si avrà una nuova tessera.
Il biglietto del treno si inserisce nei cancelli automatici e si conserva fino all'uscita dove andrà reinserito nei cancelli per uscire.
Nel caso che il biglietto acquistato risulti insufficiente per permettere l'uscita, si può fare un biglietto di conguaglio presso una diversa macchinetta all'interno della stazione.
Siccome si entra in stazione solo superando i cancelli con un biglietto, nessuno che non sia un viaggiatore quindi vagabonda per i marciapiedi delle stazioni.
I binari sono molto più bassi rispetto alla banchina, ovvero il livello del pavimento del treno e quello del marciapiede sono uguali, non ci sono scalini. Non si sale sul treno, si entra.
Le persone attendono in fila presso dei segni per terra che indicano dove si troveranno le porte all'arrivo del treno. Questo si rende necessario nelle stazioni affollate, per salire in fretta sul treno che si ferma solo pochi secondi e permettere agli altri viaggiatori di spostarsi liberamente. Nelle stazioni poco affolate è raro vedere file, salvo che qualcuno non si tenga pronto all'altezza delle porte del treno per poter trovare posto a sedere.
Il treno riporta esternamente, in fronte e sui lati dei vagoni, la destinazione e il tipo di treno, cioè se locale, espresso rapido, ecc.. Le diverse tipologie che sono riportate in colori divesi così che basta un rapido colpo d'occhio per capire, anche da lontano, di che treno si tratti. All'arrivo del treno I passeggeri in attesa di salire, si scostano e lasciano prima scendere tutti i viaggiatori che vogliono uscire (giustamente mi è stato fatto notare che a Osaka ci sono anche i viaggiatori che spintonano o si intrufolano per entrare per primi senza aspettare che scendano tutti).
In certe stazioni lato di uscita e di entrata sono diversi così da permettere a tutti di muoversi con comodità ed estrema rapidità.
I fumatori hanno un angolo del marciapiede della stazione dove possono fumare, altrove è vietato.
Quando sta per arrivare un treno, c'è sempre uno o più addetti della stazione che, in divisa e guanti bianchi, guardano se i binari sono sgombri, attendono che il treno arrivi e controllano che vada tutto bene presso le porte affolate di passeggeri. Invitano i passeggeri a salire rapidamente e verificano che le porte del treno si chiudano senza incidenti, spronando le persone a infilarsi dentro il vagone e di non fermarsi presso la porta (tanti si fermano appena entrati o poco oltre, con grande scomodità per tutti, mentre al centro del vagone c'è spesso spazio, se si fa lo sforzo di superare un pò di persone). Il loro ruolo è particolarmente importante nelle ore di punta dove permettono al treno di partire in orario perché fondamentalmente permettono alle porte di chiudersi. A Tokyo sono famosi i ferrovieri che nella metropolitana letteralmente spingono i passeggeri, tanta è la calca, talvolta accade anche nelle altre grandi città giapponesi.
A bordo del treno il ferroviere ringrazia tutti e annuncia le fermate, il tipo di treno e le stazioni che sono rilevanti per cambiare linea e direzione di viaggio.
In caso di ritardo si scusa per il disagio. Quando un treno tarda, le ferrovie all'arrivo danno a chi lo richiede un foglio da fornire come giustificazione al posto di lavoro.
I treni hanno a volte vagoni con sedili dallo schienale che si sposta avanti o indietro sopra il piano dove ci si siede, invertendo così la direzione in cui si guarda. In buona sostanza i treni che arrivano in una stazione di termine, con la locomotiva alla fine del binario, ripartono ovviamente nella direzione opposta. Così i sedili si possono invertire in modo da sedesi guardando nella stessa direzione del movimento del treno. A volte i sedili ruotano di 180 gradi.
In genere non è educato telefonare in treno e non lo fa quasi nessuno. Il capotreno ricorda a tutti di tenere il telefonino in modalità silenziosa.
Ci sono posti riservati per donne incinta, anziani, persone con bambini piccoli e persone convalescenti o in genere che necessitano più di altri di stare sedute. Se si sta vicino a questi posti è vietato tenere il telefono acceso anche se senza suoneria, per evitare qualsiasi possibile interferenza con eventuali peacemaker. Nessuno mette i bagagli sui sedili a meno che il treno non sia mezzo vuoto.
Quando arriva un viaggiatore su sedia a rotella, un addetto della stazione stende un piccolo ponticello pieghevole per superare i 10/20 centimentri di distanza tra il marciapiede e il treno, così che una sedia a rotelle possa entrare in tutta sicurezza.
Un altro addetto, avvisato al telefono, si tiene pronto per fornire lo stesso servizio alla fermata di arrivo del viaggiatore su sedia a rotetelle.
Le stazioni sono normalmente dotate di ascensore, così che anziani, persone con bagagli o genitori con carrozzina possano spostarsi agevolmente dato che molte stazioni sono sopraelevate rispetto al piano stradale.
I servizi igenici sono in genere abbastanza puliti, a volte sono assolutamente splendidi con perfino la guida vocale per i ciechi, a volte sono solo decenti. In media sono ben tenuti e hanno sapone e carta igenica.
A bordo del treno, oltre alla voce del controllore, per sapere dove ci si trova si possono consultare mappe e degli schermi luminosi che annunciano le successive stazioni.
L'aria condizionata e il riscaldamento a bordo funzionano molto bene e ci sono anche alcuni vagoni con l'aria condizionata a temperatura moderatamente fredda per chi non ama troppo il gelo.
Se il treno fa una frenata troppo brusca, il ferroviere si scusa con i clienti.
Quando un poveretto si getta sotto il treno o cade dal marciapiede, se accade in stazione e altri passeggeri lo vedono, possono premere un pulsante per dare l'allarme per fermare tutti i treni.
Sotto i marciapiedi inoltre ci sono delle zone cave dove nascondersi nel caso dell'arrivo imminente di un treno, se non si e’ in grado di salire. Il marciapiede è infatti alto, a occhio direi un metro e mezzo e il panico non aiuta ad arrampicarsi.
In secondo luogo, un treno coinvolto in un investimento, non si ferma per ore sui binari in attesa della polizia.
Viene fatto un sommario controllo, vengono spostati in fretta i resti o i veicoli incidentati e il treno riprende il viaggio il più presto possibile. In genere in media in seguito a simili incidenti si attende a bordo di un treno circa 15, 20 minuti.
Questo non solo per rispetto della clientela a bordo, che ha necessità di raggiungere il luogo di destinazione, ma anche perché il ritardo di un treno, si ripercuote su tutte le linee come una valanga, con conseguenze serie per tutti. In caso di terremoto, i ferrovieri alla guida dei treni vengono avvertiti e tutti i treni della zona interessata al sisma si fermano per 1-5 minuti.
Viaggiare in treno non è particolarmente economico, ma il servizio è ottimo, rapido, puntuale, frequente, comodo, pulito, l'unica cosa negativa è che a volte in certi orari l'affollamento è realmente eccessivo e sembra di stare in 300 dentro un vaso di olive.
Detto questo, vi racconto la mia ultima esperienza ferroviaria in Italia, nella tratta Roma Fiumicino, Roma Termini.
1) Dall'aeroporto alla stazione: le indicazioni per la stazione scarseggiano. I turisti stranieri si aggirano spaesati, incerti se le scale mobili li porteranno alla stazione. Dei moderni cartelli luminosi segnalano ciò che è proibito, ovvero "NO TROLLEY" ma non guidano il viaggiatore a destinazione. Che senso ha scrivere "NO TROLLEY" su dei display elettronici, basta un cartello o mettere dei pali che blocchino l'accesso alle scale mobili come fanno in tutti gli aeroporti: cartelli del genere per una cosa simile sono sprecati. Ne ho visto uno simile a bordo di un treno moderno che diceva solo "treno speciale" invece di annunciare di volta in volta le stazioni, scopo per cui era stato concepito, comprato e installato.
2) Passiamo alla stazione. La biglietteria presentava solo due sportelli aperti. Erano troppo pochi. Gli aerei come potete immaginare, scaricano a Fiumicino un bel po’ di persone ogni ora. Uno sportello era per i biglietti per tutte le destinazioni, in cui capeggiava la scritta "Sportello in chiusura, non accodarsi". Allora chi comprendeva tale scritta, solo in italiano, si rivolgeva al secondo sportello. Ma essendo la stazione di un aeroporto internazionale, tanti non sapevano la nostra lingua e non capivano, per cui si accodavano lo stesso.
Se uno sportello invita a non accodarsi, allora l'altro, uno direbbe, fornisce i biglietti di ogni tipo? Macché. Vendeva solo biglietti per Roma Termini. Chi si affacciava a chiedere un biglietto per Milano veniva invitato a fare la fila presso il primo sportello sul quale continuava a capeggiare l'invito a non accodarsi.
3) Dato che ogni giorno quella biglietteria vende biglietti per Roma Termini, sarebbe stato una cosa intelligente trovare scritto il prezzo da qualche parte, una cosa tipo "Roma Termini 9.50 Euro" ed appenderlo sul vetro, onde permettere a tutti di
a) preparare i contanti (molti turisti non hanno dimestichezza con l'euro e allo sportello perdono un sacco di tempo a studiare i soldi.
b) evitare inutili perdite di tempo sia ai clienti che all'operatore.
Anche un cartello solo in italiano, sarebbe andato bene. Molti di quelli in coda erano turisti stranieri ma anche se non sanno l'italiano, i numeri e la parola ROMA ed Euro li sanno leggere tutti; infatti anche chi non usa l'alfabeto latino, sa riconoscere i nomi delle città in cui si trova, oltre appunto che i numeri ed i prezzi.
Invece pochi sono in grado di capire un operatore che in romanesco dice velocemente "noveeuro ecinquanta" attraverso il gracchiante interfono, cosa difficile da comprendere anche per un italiano alle volte.
Non è difficile appendere un cartello con il prezzo, tanto è vero che ve ne era un altro (sempre rigorosamente solo in italiano) che diceva "Solo contanti"!
Suppongo per esigenze di sportello, non dei clienti certamente perché per diverse persone è più comodo pagare con carte di credito o altre formule di transazione soprattutto se si è appena sbarcati dall'aereo e non si ha avuto modo di passare al cambio. Pagare con carte di credito può essere per tanti una comodità, soprattutto per chi viaggia, ma per comprare il biglietto del treno è una comodità preclusa. D'altra parte non c'è mica scelta, o il treno o il taxi, e probabilmente qualche corriera dagli orari scomodi, per cui le ferrovie fanno quello che gli pare e non vengono incontro ai clienti. Per le esigenze dei clienti, ovvero almeno conoscere da subito quanto spendere, non c'era nulla.
4) Obliterazione, questa odiosa pratica che ormai da anni infesta i viaggi in treno italiani e che non porta ad alcun beneficio ai clienti ma solo fastidi.
Oltre alla mia antipatia personale per la cosa, al solito ho trovato:
a) macchinette sempre malfunzionanti, solo una su sei fa il suo dovere
b) assoluta scarsa informazione su come comportarsi prima di salire in treno e relativo abbondante numero di turisti stranieri che salivano a bordo senza tibrare e conseguenti discussioni in mille lingue in treno con il controllore
c) quando ho visto un cartello in merito all'obliterazione era nuovamente solo in italiano. Queste sono notevoli carenze in una stazione che fa da collegamento tra una capitale di un paese che vive di turismo e il suo aeroporto internazionale.
5) Treni: che bei colori, nuovi dovevano essere bellissimi. Ma decisamente scomodi:
a) sporchi, decisamente sporchi
b) il treno su cui sono salito io era dotato di una porticina di 50 cm e di 3 scalini ripidi ripidi. Nulla di straordinario, sono i treni che ci sono da decenni sulle linee italiane. In Giappone non ci sono scalini da fare per salire sul treno.
Quindi io ho pagato 9.50 euro per un treno vecchio come concezione, ridipinto, sporco, tra l'altro era in ritardo di 20 minuti (20 minuti del mio tempo prezioso che a tanti ha fatto perdere le coincidenze con i treni successivi), ho atteso a lungo per potermi arrampicare con la valigia grande e pesante su per tre scalini ripidi come quelli di una nave.
Ma come, nessuno ha mai pensato che per e dall'aeroporto si viaggia con bagagli anche voluminosi e pesanti?
E che non tutti i viaggiatori sono uomini giovani? Proprio no? Certamente si, ma dove sono allora i treni con doppia porta e ingresso a livello del marciapiede? So che ce ne sono, ne ho presi tanti in passato e ne avevo preso uno proprio da Fiumicino a Tiburtina due anni prima. Belli! Peccato che erano talmente articolati nelle forme e sinuosi che il nuovo design interno di quelle carrozze non permetteva di mettere i bagagli nei vani sopra i sedili tanto era stretto!!! Il vano bagagli era largo ma l'imboccatura, tutta curva e dinamica, era troppo piccola. Così in quel bel treno nuovo, tutti tenevano la valigia tra le ginocchia. Però era un vano bello e sinuoso da vedere, tutto in plexiglass.
6) MA torniamo al treno vecchio ridipinto che ho preso più di recente. Appena salito, trovo un vano per i bagagli, angusto, palesemente uno scompartimento trasformato: ci può operare solo una persona alla volta tanto è stretto e così salire sul treno diventa ancora più lungo e penoso: uno alla volta i passeggeri salgono, entrano nel vano, spingono la loro valigia ed escono mentre sulla porta tutti aspettano che ciascuno completi questa operazione.
7) Al principio del corridoio, proprio dopo essere salito e prima del vano bagagli, una bella e trasperente porta pneumatica si occupa di restare chiusa per mantenere evidentemente l'aria fresca del condizionamento. La chiusura di quella porta era automatica e anche pericolosa. La sua forza era notevole e non era possibile fermarla con una sola mano di uomo adulto e nemmeno con il corpo, io ci ho provato e ho dovuto togliermi in fretta dal percorso della porta. Aveva una capacità di compressione che schiaccerebbe chiunque si trovi ad attendere che il passeggero davanti a sè sistemi la propria valigia. E infatti è accaduto proprio questo dato che bisogna attendere sulla porta!
Tre volte in un solo viaggio ho visto persone rimanere schiacciate da quella porta, tra cui un bambino che è rimasto con la testa incastrata finché la madre non ha premuto prontamente il pulsante di apertura. Il bambino si è messo a piangere per il dolore, ma la madre non ha colto il pericolo della porta e invitato il figlio a non frignare. E invece aveva ragione a lamentarsi, quella porta fa male, io non sono riuscito a fermarla quando si è chiusa su di me
8) Arrivo a Termini in 30 minuti circa. Quanti kilometri? Rifaccio la domanda meglio: quanti euro al kilometro?
Troppi a mio avviso, mi è parso eccessivo il prezzo soprattutto in vista della differenza di prezzo con altre tratte italiane di pari lunghezza, ma ho viaggiato non su di un treno ma su un serivizio di collegamento aeroportuale dal bel nome, "Leonardo Express ", che bello eh?
Per me viaggiatore è certò un viaggio caro, dato che ho viaggiato in treno sporco, anzi lurido, in ritardo, con porte pericolose, scale e vani bagagli inadatti alle esigenze della clientela di un serivizio di collegamento aeroportuale e con una stazione di un aeroporto internazionale dove non si parla inglese ne si scrivono i prezzi. Ma non è mica finita.
Arrivo a Roma Termini e naturalmente lato da cui scendere e lato da cui salire sono lo stesso e c'è una folla immensa, armata di valigioni, che vuole salire. Il trreno è in ritardo e loro vogliono prendere l'aereo e spingono per salire. La folla preme per stare vicina alle porte per potre avere un posto a sedere e non attendere troppo al caldo (o al freddo se inverno)
Ovviamente non sta in fila come in Giappone né tantomeno il marciapiede si trova su entrambi i lati.
I risultato è un ingorgo pazzesco perché i passeggeri a bordo fanno fatica a uscire, sono dovuto uscire facendomi lentamente largo tra la folla, con grave disagio mio e degli altri.
A peggiorare il tutto in maniera drastica è il binario del mio treno: ha il marciapiede più stretto della stazione e anche il più lontano dalla biglietteria, ancora una volta non si è pensato che i clienti che viaggiano portano con se i loro bagagli.
La folla era schiacciata tra il treno, le valigie ed il muro in un corridoio di marciapiede indegno di una stazione.
Però per quanto stretto sarebbe bastato dividerlo in due con dei pali e un cordoncino per permettere un decente deflusso tra viaggiatori in arrivo e partenza. Invece nulla di così "tecnologio" era a disposizione della clientela. Un simile strumento era invece presente all'ingresso del binario dove un maleducato ferroviere controllava i biglietti di chi voleva salire e aveva recintato appunto l'accesso al marciapiede con un palo e un cordoncino.
Credo che la prossima volta farò Fiumicino-Roma Ostiense e poi prendero la metropolitana e suggerirò sempre a tutti di fare altrettanto. Costa meno e non mi faccio maltrattare troppo.
Certo capisco che le ferrovie hanno delle esigenze che io non conosco e che è facile criticare.
Oltretutto il confronto con il Giappone è quantomeno crudele.
Però da cliente capisco le mie esigenze e quelle degli altri viaggiatori. Tra queste esigenze, avere treni colorati e dai nomi storici, non è certo in cima alla lista, anche se comprendo che treni del genere facciano la loro bella figura nei cataloghi e sulla stampa.
Il treno fa bella figura con un nome come "Leonardo Express", ma le cose veramente importanti sono puntualità, sicurezza, comodità, informazioni chiare. E anche il prezzo diciamocelo.
Un treno chiamato "Navetta", di colore grigio, ma puntuale e comodo, lo avrei preferirei a questo piccolo incubo di "Leonardo Express".
In Giappone i treni hanno solo numeri e i treni degni di un nome viaggiano a velocità tali che sono famosi in tutto il mondo.
Postato Lunedi 18 Febbraio 2008 - 17:08
eh eh eh Ben tornato in Italia!
C'e' poco da ridere purtoppo ...
tornare dal Giappone e' come sapere di dover rivedere un film horror visto gia' troppe volte ...
Ma sei tornato in Itaglia per una vacanza o per riviverci?
Solo per una breve vacanza.
Bè, in "itaglia" le cose vanno così e continueranno ad andare così fino al suo, spero prossimo, tracollo.
Comunque, se può confortarti, con 5 volte che ho preso il treno, 3 sono rimasto a piedi, e una ho dovuto aspettare 2 ore e mezza che potessi riprendere la coincidenza che avevo perso grazie alle ferrovie dello stato... beato te che tutto questo lo devi sopportare solo per una breve vacanza, io ci vivo e, mio malgrado, lo sopporto tutti i giorni.
Viktor.
Complimenti,... augurarsi il tracollo del proprio Paese è davvero edificante. Vattene, se dell'Italia sai vedere solo i lati negativi. Nessuno ti trattiene. Io in Giappone ho vissuto più di un anno ed è un Paese che ti può anche sconvolgere...
... e infatti sono tornato molto volentieri in ITALIA, nonostante i treni
Nessuno ha mai augurato il tracollo dell'Italia, dove lo hai letto? Lavori di fantasia o fremi di livore. Dell'Italia so vedere anche i lati positivi, solo che i treni non sono tra questi. Me ne sono andato dall'Italia, nessuno effettivamente mi ha trattenuto. Il Giappone non mi ha sconvolto, come lo intendi tu.
Non mi riferivo a te ovviamente, ma a Viktor ("...continueranno ad andare così fino al suo, spero prossimo, tracollo").
Marco
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