Blog sulla lingua giapponese ed il Giappone e peggio ancora
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I turisti per legge sono tenuti a portare portare con sè il passaporto. Gli alberghi possono farne una copia ma non possono tenerlo durante il vostro soggiorno.
In Giappone non è consuetudine lasciare la mancia.
Molti musei sono chiusi il lunedì.
E’ doveroso togliersi le scarpe quando si entra in una abitazione e in certi ristoranti e ambienti.
In caso di terremoto, bisogna aprire tutte le porte per evitare che si blocchino per deformazione degli infissi, stare lontani dalle finestre e cercare riparo sotto oggetti solidi. Mantenere la calma.
La corrente elettrica in Giappone è a 100v, 50Hz AC. Gli spinotti delle prese elettriche hanno forma piatta anzicchè tonda.
Tutte le banche hanno sportelli automatici che però permettono operazioni solo ai correntisti. I bancomat per il prelievo di contante dal proprio conto corrente si trovano in genere nei centri città, ma sono relativamente pochi, per cui è consigliabile andare presso un qualunque ufficio postale. Tutti gli uffici postali hanno infatti uno sportello automatico che funge anche da bancomat e permette di prelevare denaro attraverso i circuiti internazionali (mastercard, maestro ed altri). Il servizio è in lingua inglese. Il cambio in genere è in linea con i valori di cambio, una commissione è dovuta al circuito internazionale. I bancomat delle poste sono all'interno degli uffici, che aprono dalle 9 alle 17 feriali. Gli uffici centrali delle poste sono aperti anche sabato (9-17) e domenica mattina. Alcuni uffici centrali di grandi città sono aperti 24 ore su 24.
Le porte dei taxi vengono aperte e chiuse dal conducente e non dovrebbero mai essere forzate.
L'imposta sul valore aggiunto (iva) giapponese è il 5% ed è inclusa nei prezzi esposti al pubblico, tranne per alcuni libri e fumetti che espongono il prezzo iva esclusa.
Le machinette automatiche per bevande o biglietti del treno accettano spesso qualunque taglio di cartamoneta e danno sempre il resto.
In giapponese "cin-cin" significa pene, per brindare si usa dire "kanpai". In giapponese "banzai" significa "diecimila anni" ed è un augurio e un grido di esultanza, simile a "lunga vita", non è correlato a gesti eroici, avventati o suicidi. In Italia è associato agli eventi bellici perché i soldati giapponesi che si lanciavano contro il nemico gridavano "Tennou-Heika Banzai!" cioè "Lunga vita all'Imperatore/possa vivere 10 mila anni".
A differenza di quanto fin troppo spesso si crede, i giapponesi non mangiano normalmente serpenti o insetti, non più di quanto facciano gli Italiani. La loro dieta in genere e' composta da verdure di molti generi, non solo riso ma anche verze, pomodori, patate, cipolle, granturco, broccoli, fagioli, ecc. Inoltre mangiano pesce, carni bovine, suine, pollame, dolciumi vari, alcolici vari, latte, yogurt, uova, pasta, pane, prodotti a base di alghe, funghi, molluschi e miele.
Gli stranieri numericamente più numerosi residenti in Giappone sono i koreani (600.000 circa), seguiti dai cinesi (520.000 circa), brasiliani (300.000 circa), filippini (190.000 circa) statunitensi (49.000 circa) e peruviani (58.000 circa). Seguono poi tailandesi (23.000), indonesiani (14.000), vietnamiti (13.000) ed altri (indiani 5.000, malesi 5.000, pakistani 4.600, iraniani 4.300 ed altri). Gli europei in totale, russi e paesi dell'est compresi, pare siano solo 30.000 di cui ben 10.000 inglesi. Gli italiani pare siano circa un migliaio circa, i tedeschi e i francesi sono circa 3.000, i russi circa 2.500. I canadesi sono circa 7.000, gli australiani sono circa 6.000 e i neozelandesi circa 2.400. Gli africani circa 5.600, di cui 1.300 gahanesi e 1.000 nigeriani). Questi sono dati riferiti ai residenti registrati, per cui questi numeri non comprendono gli studenti stranieri e i turisti (fonte dati del governo giapponese relativi al 2005).
I giapponesi amano molto i fuochi d'artificio, chiamati in giapponese "hana-bi" fiori di fuoco. Le notti illuminate dai fuochi sono un appuntamento fisso dell'estate. Non mancano poi spettacoli di straordinaria bellezza per durata e grandiosita'. Su tutte, lo spettacolo impressionante e sfarzoso che si svolge ogni estate ad agosto a Osaka. E' una notte di fuochi organizzata dalla chiesa di Perfect Liberty (PL), a Osaka. Il fondatore di questo poco noto culto, prima di morire chiese che ogni anno di dedicasse alla sua memoria, una notte di fuochi d'artificio. Gli adepti non si sono certo risparmiati e con ben 120.000 botti ogni anno si sono aggiudicati il record dello spettacolo di fuochi d'artificio piu' ricco e lungo del mondo.
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![]() La bizzarra torre della chiesa di Perfect Liberty a Osaka |
Le abitudini dei giapponesi, dette alla rinfusa: non usano mai le scarpe in casa, hanno inoltre un paio di pantofole che usano solo nella toilet, siedono volentieri per terra in casa dove spesso c'e' il tatami, bevono molto te verde o altri generi in bottiglia o lo preparano a casa. La sera fanno il bagno, prima lavandosi e insaponandosi e quando sono puliti, si immergono nella vasca che contiene acqua calda e serve per rilassarsi e non per pulirsi, per cui nell'acqua non va messo sapone. Non bisogna entrare senza prima essersi lavati, perche' la stessa acqua poi la usano gli altri membri della famiglia. Gli ospiti in genere sono invitati a entrare in bagno per primi. I giapponesi usano anche i letti ma speso dormono su di un materasso leggero che puo' venir piegato e riposto in armadio durante la giornata. I giapponesi sono abbastanza "onnivori" nel senso che una sera possono mangiare pesce e riso e un'altra banchettare con pane e marmellata per cui hanno una serie molto ampia sia di abitudini alimentari che gestuali. Le donne spesso ridono mettendo la mano davanti alla bocca, il gesto di OK italiano significa "soldi", per dire ok, a pugno chiuso alzano il pollice. Per dire No/sbagliato con le mani, si mettono le mani tese con le palme in basso, una davanti all'altra davanti al petto disegnando una X. Serve anche a chiedere il conto l ristorante ("basta"). Quando vanno a lavorare si portano il pranzo al sacco se non hanno l'abitudine di mangiare in qualche locale. Il pranzo al sacco si porta in una scatola che puo' avere forme diverse chiamato bento, contenente varie pietanze, tipo riso, verdure, pesce. Ognuno si prepara o si compra il bento pronto come preferisce. Alcune ragazze hanno l'abitudine di finire di truccarsi in treno. Soprattutto il venerdi' sera gli impiegati passano da lavoro al ristorante dove spesso rimangono a mangiare e bere fino a tardi. Tra A Natale non si festeggiano, solo le coppiette vanno a cena fuori, il Natale si passa con gli amici e la sera del 31 dicembre invece in famiglia. Il giorno dopo o i successivi si va al tempio a suonare la campana per propriziarsi l'anno nuovo. In gennaio tutti quelli che compiono 20 anni fanno una festa, escono con gli altri 20enni, vanno a cena e a divertirsi, le ragazze con un bellissimo kimono invernale e i ragazzi in abiti eleganti. A febbraio per San Valentino le ragazze regalano cioccolato ai ragazzi e il 14 marzo le industrie del cioccolato hanno spinto per introdurre l'abitudine a ricambiare da parte deglii uomini, creando il cosiddetto "white day", ma non e' molto sentito. In primavera fanno l'equivalente della nostra pasquetta, quando gli alberi di ciliegio sono in fiore, fanno pic nic sotto questi alberi. In estate ci sono l'equivalente delle nostre sagre con musiche balli, venditori di dolciumi e stuzzichini e i fuochi di artificio. In questa occasione le ragazze sfoggiano lo yukata che e' un kimono leggero coloratissimo. Anche gli uomini in questa occasione indossano l'equivalente maschile. In autunno molti vanno a passeggiare nelle aree verdi per ammirare le foglie rosse.
In Giappone i telefonini non usano gli SMS e quindi non si puo' mandare un SMS ad un telefonino giapponese da uno italiano. I telefonini giapponesi al posto degli sms usano la posta elettronica senza alcun limite di numero di caratteri. Possono ricevere anche allegati. La ricezione del messaggio e' automatica e immediata come per gli SMS. Ciascun telefonino ha un indirizzo email, e possono comunicare tra di loro e tra i PC collegati a internet. Se un giapponese vuole inviare un messaggio non serve pero' che ricordi un indirizzo email (che comunque si puo' tenere in rubrica). Per comunicare con la posta elettronica tra telefonini, se sono della medesima compagnia basta anche solo sapere il numero di telefono del destinatario, come con gli sms, oppure richiamare l'indirizzo e-mail dalla rubrica. Invece per mandare un messaggio dal PC ad un telefonino giapponese, bisogna necessariamente conoscere il suo indirizzo di posta elettronica, poiche' per i nostri programmi di posta un numero di telefono non e' un indirizzo completo o corretto a cui inviare.
Se si scrive da un PC bisogna inoltre avere l'accortezza di impostare la codifica del messaggio non in caratteri occidentali, ma secondo la codifica standard Japanese ISO. I telefonini giapponesi infatti visualizzano il testo del messaggio solo se risponde a questa codifica, sara' visibile solo il titolo. Tale impostazione di codifica e' presente in quasi tutti i nostri programmi di posta elettronica ma ci e' spesso poco nota perche' non siamo soliti ad usare caratteri non occidentali. Per spiegarmi meglio, non occorre scrivere in giapponese (se uno lo sa fare, tanto meglio), i caratteri latini vanno benissimo. Ma l'email deve essere impostata perche' usi lo standard di visualizzazione dei caratteri giapponesi e non il set standard dell'alfabeto occidentale.
Spedire un email ad un telefonino giapponese da un PC non costa nulla (a meno che non paghiate per spedire email), tuttavia il destinatario paga una piccola cifra per ricevere il messaggio. Quanto, dipende molto dal contratto del possessore del telefonino. Ovviamente anche per scrivere da un telefonino un giapponese deve pagare, come si paga per spedire sms in Italia. Visto che possono dover pagare anche per ricevere, i giapponesi non divulgano volentieri i loro indirizzi di posta elettronica del telefonini per non essere sommersi di messaggi pubblicitari e li scelgono particolarmente astrusi o lunghi per cercare di rendere vani i sistemi automatici di generazione di email usati dagli spammer. Oppure impostano una anteprima del messaggio e poi eventualmente procedono a scaricare interamente il messaggio dal server. I provider di telefonia mobile giapponesi inoltre filtrano pesantemente lo spam indirizzata ai loro clienti dato che e' questo traffico di pubblicita' e' un costo anche per loro. Inoltre e' fondamentale per loro non irritare i clienti permettendo a messaggi pubblicitari di importunarli.
I telefonini giapponesi, oltre ad usare la posta elettronica, permettono tutta una serie di attivita', grazie a soluzioni spesso di serie anche sui modelli di base. Dispongono di una fotocamera digitale, lettori di schede di memoria, schermi grandi e a colori. Tra le tante funzioni, possono tutti navigare su internet, leggere codici a barre (per leggere URL da giornali o stampati e inserirli nel bookmark del telefonino). Molti modelli possono riprodurre MP3, giochi e sono ormai molto diffusi telefoni con schermo orientabile per vedere la televisione.
I telefonini giapponesi sono predisposti per leggere i codici QR. Sono come i codici a barre, solo che contengono più informazioni in meno spazio. I telefonini giapponesi sono tutti dotati di fotocamera. Tale fotocamera e' corredata di programmi per il riconoscimento del testo (OCR) e di lettura di codici. L'utilità è presto evidente se si considera i telefonini in Giappone usano la posta elettronica e permettono di navigare su internet. Inoltre hanno rubriche capienti e dettagliate dove poter inserire numerosi dati dei propri contatti. Ovvio quindi che sorga la necessita' di scambiarsi anche indirizzi di pagine web o di posta o altre informazioni utili e in questi casi è certo più comodo farli leggere dalla fotocamera del telefonino anziché digitarli.
Cosi' questo codice e' passato da usi industriali e commerciali anche all'uso comune di privati, quindi non solo compare su giornali ed etichette di prodotti, ma anche su biglietti da visita, per facilitare l'inserimento di url e indirizzi nella rubrica del telefono.
I codici possono essere anche creati dai telefonini, oppure anche online presso siti che offrono questo servizio come questo sito come questo.
Un esempio di codice QR
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