Per farmi perdonare per i colpi bassi delle 25
cose da non dire in Giappone, vi propongo, grazie
ad A. le cose da NON FARE assolutamente in Giappone.
A scanso di equivoci, non si tratta questa volta
di facezie, sono invece regole di comportamento
estremamente importanti in Giappone, anche se alcune,
come gli incidenti con la lingua, non sono molto
frequenti, mentre altri gesti, come disporre male
le bacchette, possono accadere più frequentemente.
Su tutte, segnalo la numero 4) come assolutamente
riprovevole, ma anche facilmente evitabile. Eppure
a tanti stranieri in Giappone capita di sbagliare,
con grande orrore dei giapponesi che si vedono in
casa un paio di scarpe sporche, un po´come
per noi, trovarsele nel letto.
Cose da NON fare in Giappone
1) Presentarsi in ritardo, anche solo di 5 minuti,
ad un appuntamento di lavoro (magari usando scuse
risibili tipo: “Sa, il traffico...”)
2) Dare un appuntamento a qualcuno, e poi non andarci.
3) Andare a trovare qualcuno a casa sua, senza
averlo avvertito almeno uno o due giorni prima.
4) Entrare in casa di qualcuno senza togliersi
le scarpe.
5) Al ristorante, lasciare le bacchettine piantate
nella ciotola del riso (si usa solo ai funerali).
Anche a casa è da evitare, è un gesto
sconveniente.
6) Sempre al ristorante, allungare un pezzo di
cibo ad un altro commensale con le bacchettine,
e chiedergli di prenderlo con le sue bacchettine
(altra cosa funeraria, che si usa fare solo con
i residui delle cremazioni che vengono appunto passati
con le bacchette).
7) Usare, in certe circostanze, la lettura “shi”
anziché “yon” per indicare il
numero 4 (“shi” significa anche morte
oltre che 4) - ad esempio 9-2-4-2, se letto kyuu-ni-shi-ni,
significa “morte fulminante”.
8) Citare il proverbio “Baka dake kaze wa
hikanai” (solo gli stupidi non prendono il
raffreddore) quando qualcuno dice di non aver avuto
il raffreddore quest’anno (specie se è
il tuo capo, o comunque un tuo superiore gerarchico).
9) Chiedere a una ragazza se sa suonare lo Shakuhachi
(flauto tradizionale giapponese), domanda che nasconde
un trito doppio senso.
10) Usare verbi di cattivo auspicio quali “ochiru”
(cadere), “kokeru” (inciampare) o “suberu”
(scivolare), parlando in presenza di uno studente
che si sta preparando agli esami di ammissione all’Università.