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25 cose da non dire in Giappone di Unica
Pubblicato il 19/10/2005  
 

Alcuni amici mi hanno detto che invidiano l’esperienza che sto facendo in Giappone e che vorrebbero venire anche loro qui da me a fare un bel giro turistico

Non c’è cosa più facile, gli dico, basta salire su di un aereo in Italia, stare seduto immobile 11 ore e poi quando esci sei in Giappone. Stupefacente no?
A quel punto vai al ryokan (locanda) che hai trovato e prenotato via Internet, dove paghi poco e stai da signore, e con una bella guida turistica in italiano cominci a girare la zona dove ti trovi. Il mangiare lo trovi ovunque e spostarsi, dopo il primo giorno diventa addirittura banale. Insomma, kantan desu (è facile). Ovviamente non devi dire ai giapponesi quando li incontri “omae wa, yakuza da?” (ehi te coso, che sei un mafioso?) oppure “Il sakè sa di pianto di morto”. Altre cose da non dire sono:

“Salire sul Fuji è roba da gay”.

“Nel bagno ho lasciato per voi un onorevole escremento gigante”.

“Gundam non potrebbe mai battermi se anch’io fossi un robot gigante”.

“Ancora un film di Kurosawa e vomito”

“Non so cosa sia ma non mangerò mai questo orrendo sushi”

“No signore, non sono l’Imperatore, mi dispiace”

“Se anche io fossi giapponese non parlerei in maniera tanto difficile”

“Scusi, qual’è il treno per Milano?”

“Sig. Watamoto, scommetto che il mio babbo è più forte del suo”

“Con tanti giapponesi che ci sono, troverò uno simpatico, vero signore?”

“Siete proprio uguali ai cinesi”

“Ho capito che siamo a Tokyo, si sente dall’accento sgradevole”.

“I bastoncini hanno qualche valore erotico per voi?”

“Ehi, dove ho messo il portafoglio? Controllo, non si sa mai, con tutti questi giapponesi in giro...”

“Avevo sospettato che il Giappone fosse grande, ma non cosi’ sporco. Speravo che fosse solo sporcaccione”.

“A proposito come le chiamate qui le veline? Re berine?! Ahah!”

“Grazie ma non c’è bisogno che mi spieghi il Giappone, so benissimo che da voi in ufficio cantate tutti l’inno aziendale e chi si rifiuta viene costretto a suicidarsi in sala
fustigazioni. Sono uno informato, sa?”

“Buongiorno, sono il signor Ramarro Lillipuziano. E se sbaglia R e L nel mio nome divento una bestia, chiaro?”

“Wow, quante biciclette! Una cosa è certa, se non avesse il mare attorno, anche il Giappone sarebbe pieno di macchine“ “Ma perché le bici forse nuotano?” “Ma come si permette... avanti, come ho detto che mi chiamo?!! Ora lo ripete per bene 100 volte!”

“Il mio biglietto da vista? In Italia si da solo alle persone che meritano, lei mi dia pure il suo intanto, poi vediamo”.

“In Italia quando si riceve un regalo diciamo sempre “precipitevolissimevolmente”. Se non lo si dice è davvero grave scortesia. A proposito, eccole il mio regalo.”

“Onorevole Signorina, amabilmente lei f****rebbe?”.

“Che diavolo so chi ho investito, era buio e parlava solo giapponese”

 

 

 

 

 

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